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May 17 micromutazioniQuando tutto è sprofondato
sento la tua voce.
Immagino le facce
di tutta la gente che soffre.
Vedo il sole che acceca di luce
sulle persone raccolte nelle piazze...
sento il dolore
sento la rabbia
sento la voglia di riscatto
la ribellione che sale
La coscienza che si risveglia
dal suo lungo torpore.
Un pianto affogato tra i denti
la voce che vuol farsi sentire
l'anima che si vuole ribellare.
Sento la paura
di quello che ho alle spalle
il timore
di quello che non conosco.
Ma sento anche tutta la voglia di andare avanti,
tutto il desiderio di sfondare questi muri
per
essere
libera
March 05 Se Don Chisciotte sapesse...Sarebbe interessante sapere quand'è che si inizia a perdere il senso di dignità.
Sapere com'è che si costruisce pezzo su pezzo la propria meschinità.
Se Don Chisciotte si fosse reso conto di lottare contro i mulini, piuttosto che immaginari nemici, come si sarebbe sentito...
L'isolamento è una parola relativa che in realtà i fatti smentiscono.
La stanchezza, invece, è un dato di fatto inevitabile... E' la divisione tra la percezione di una lunga lotta senza senso e l'allucinazione delle battaglie infinite.
La paranoia costantemente aizza i soldatini delle insicurezze.
Un esercito che marcia nei meandri del cervello,
pedoni indisciplinati e incontrollati, corrono, sfuggono, nuotano, sguizzano, sussurrano, sghignazzano... feriscono.
La ricerca del sè, la necessità dell'abbandono, il bisogno di costruirsi e ricostruirsi continuamente... Sono questi nodi che verranno mai sciolti?
C'è un orizzonte fumoso, bagliori rossi, alberi e terra... un'orda confusa di uomini che lottano e urlano. Il desiderio di fermare l'attimo, congelare i gesti e i suoni. Poter guardare negli occhi di ciascuno per scorgere il barlume della riuscita o il cappio dellla caduta. Il desiderio di specchiarsi negli occhi e trovare il riflesso di un altro se stesso, un gemello, che porta già in sè tutte le risposte, le riscosse, i lenimenti per le percosse...
In fondo, ciascuno cerca in sè una Madonna per salvarsi o un diavolo indifferente per vendersi.
March 02 Sgrammaticatamente... non lo soIo non lo so... Da una parte è che mi sento sola, vorrei sentire le parole delle persone che mi vogliono e alle quali voglio bene...
Dall'altra mi isolo... anche perchè non so di che parlare... Forse perchè da più di un mese non vedo altro che medici e ospedali (non per me)...
Ci vorrebbe, come nell' Orlando furioso, di poter andare sulla luna, dove sono tutte le cose perse... Anche se non so precisamente cosa dovrei cercare...
Davvero ci vorrebbe di sapere qual'è il senso della vita, dell'esistenza, un mese su un'isola deserta e una briciola di amore...
Più che maga che evoca gli eventi, mi sento tanto particella di pulviscolo che si disperde nell'universo e mulo che mette i paraocchi e tira avanti l'aratro...
Senza pensare, senza sentire, agire, agire, agire, solo agire...
January 14 IntonacoQuand'è che si inizia a perdere la semplicità? January 01 Capodanno a Napoli...Mezz'ora prima di mezzanotte mi sono affacciata, il cielo era già tutto una nuvola di fumo.
Siccome quando sono tornata per Natale non ho visto i soliti venditori di abeti ad ogni angolo di strada, pensavo che sarebbe successo lo stesso anche per quei banchetti di fuochi d'artificio che magicamente sorgono dal nulla qualche giorno prima della fine dell'anno (che poi, bancarelle di abeti o di fuochi, come d'estate di angurie e di spighe - pannocchie - sono sempre gli stessi soggetti a farle sorgere, gli stessi che fino a qualche anno fa vendevano le "bionde", le sigarette di contrabbando, o, al più, i loro figli, collaterali, parenti e amici...).
Invece no, sono (doverosamente) scesa per fare la spesa, e i "bancarielli" erano tutti allegramente ai loro posti, con la loro bella esposizione di fuochi e di fasci di vischio.
E il napoletano non si accontenta di aspettare la mezzanotte. I fuochi, o i botti, lui, li deve provare... da che quel cielo di fumo...
Comunque, devo dire la verità, ultimamente si spara molto, ma molto di meno rispetto al passato. Direi che si tratta del 10% rispetto a una ventina d'anni fa... Eh! Allora altro che fumo nel cielo! Fin dentro casa t'arrivava! E per vedere il tuo vicino a tavola, avresti avuto bisogno dei fari fendinebbia!
In ogni caso, c'è poco da fare, il capodanno qui è sempre il capodanno a Napoli, c'è vita, c'è voglia di festeggiare di gioire e ancora la disperata voglia di sperare in <<un anno migliore>>, perchè, nonostante il fatto che siamo un popolo di disgraziati (in senso buono) e avremmo ben poco da festeggiare, almeno non abbiamo ancora perso il nostro spirito!
...
Vorrei dire tante cose, con questo fatto che, storto o morto, sono proiettata verso Genova, mi rendo conto di amare sempre di più la mia città, nonostante tutto, nonostante i casini e i bordelli quotidiani... Amo perfino la confusione e le grida della gente in questo momento e le sporadiche "bombe" che ancora ogni tanto espodono (e lo faranno per altri tre giorni almeno...).
Però rischio di scrivere un "papiello" troppo lungo e sconclusionato, in più in questo periodo devo soffrire di qualche problema di concentrazione...
E allora va bene così, questo inizio dell'anno voglio fermarmi qui e ricordarlo così, con lo sconfinato, sconclusionato amore e nostalgia che provo per questa città, per le sue persone e per tutto quello che significano per me...
Auguri!
November 25 Azz!!! :oBerlusconi, come soluzione alla crisi, invita gli italiani a non comprimere i consumi,
e Roberto Saviano, autore di "Gomorra" che esprime il desiderio di lasciare Napoli, potrebbe ricevere la cittadinanza onoraria a Milano....
Qua non siamo nemmeno ai livelli "senza parole", ma a quelli "famme stà zitt' che è megl'!!!" November 16 Girano le stelle.. o le corna?Sicuramente non sono in un periodo sereno. Tante volte penso che vorrei appunto un pò di serenità, stare senza pensieri.
Però qualcosa sta girando, un pò perchè la vita in qualche modo ti acchiappa per i capelli, e mi sta impedendo di isolarmi, anzi sono piuttosto coinvolta dalle vicende dei miei amici, un pò perchè Dio vede e provvede, come per il fatto della multa.. Il tizio che mi sta causando queste rogne, il giorno che stavo andando alla festa di S. Gennaro, lo incontrai per "caso" alla fermata del bus (altrimenti non avrei saputo dove pescarlo...). E adesso, anche se ho dovuto ricorrere a "vie di forza" (pubblica), pare che finalmente si sta decidendo a risolvermi la questione...
All'istituto non è finita la giostra che mi fa quasi ripartire sempre daccapo, ma almeno mi sono spiegata col direttore, ferma e determinata...
Chissà... forse la "congiunzione astrale" sta iniziando a mutare....
November 05 Stanza 10E' stato un attimo. L'immagine mi è apparsa improvvisa, sfocata. Poi un unico lampo di lucidità l'ha resa nitida.
Da quanto tempo sono qui? Non sono in grado di dirlo. Passo dal sogno alla realtà senza rendermene conto. O meglio: passo dal sogno all'incubo. Meglio ancora: non so più quale sia la realtà. Ho l'impressione di averla abbandonata secoli fa.
Oh beh! "Che affermazione!" potrebbero obiettare alcuni. Chi sono questi alcuni? Ci sono quelli con il camice, la divisa, a seconda.. sguardi pietosi, sguardi finto-affettuosi, sguardi falso-comprensivi. Quei pochi sono i migliori. Poi ci sono sguardi professoroni, sguardi questa è la prassi, sguardi resi cinici e indifferenti dal tempo. C'è chi viene, fa quello che deve e nemmeno guarda. Tanto non esisti. E c'è una popolazione di "creature" accanto a me. Vivono una vita propria, vanno, vengono, tornano oppure spariscono e ne arrivano altri. La mia sacra giuria, il mio santo inquisitore. Un mondo terribile che mi tormenta e mi travolge più delle fate, degli gnomi e dei folletti del magico mondo. Sì, perchè gli esseri terribili mi vedono. Mi tendono agguati, mi torturano, mi sottopongono a infiniti interrogatori. Interrogatori sconclusionati, che partono da un punto qualsiasi (tanto qualcosa di sbagliato "l'ho fatto sempre") diventano spirali, poi si contorcono includono di tutto, passato, presente, futuro e falsità, o meglio verità deformate. Io ho sempre cercato di difendermi. Ho parlato, parlato, urlato per cercare di far valere le mie ragioni, per sovrapporre la mia voce... Sono rimasta lunghi momenti senza fiato, con la mente svuotata, un gran mal di testa. Non è mai servito a nulla. Qualsiasi cosa dica o abbia detto era sempre come dicevano loro.
Chissà, non urlo più tanto spesso, forse mi sono arresa. Forse si sono arresi loro. Ma io non sono più in grado di capire. Io so solo che li vedo sempre darmi addosso...
Però ho detto una bugia. Bisogna parlare sottovoce, non devono sentirmi. Potrei mettere in pericolo anche loro! Le fate egli altri esseri minuscoli in realtà mi vedono. Ma devono far finta di nulla per non essere distrutti. Qualche volta, quando gli inquisitori non ci sono, possono mostrare il loro compatimento. Una fata, mi ha sfiorato il viso con la sua piccola manina, come una carezza invisibile. I folletti o gli gnomi certe volte, fanno giochi buffi, perfino crudeli, tra di loro, come piccoli clown. A volte alle spalle dei tormentatori. Io vorrei ridere, stupirmi. Ma devo costringermi per non perdermi. Perchè già così è difficile stare dietro alla santa inquisizione, se mi perdo... Non so bene cosa mi succederebbe, forse mi inghiottono... qualcosa di molto brutto, terribile, lo so.
... ma... ecco, mi sono persa. Dietro le parole. Non era di questo che volevo parlare. L'immagine dicevo, sì.
Loro erano andati via, lasciandomi sfinita, lo sguardo perso nel vuoto. Per lungo, lunghissimo tempo. Poi ho visto qualcosa, un laccio, un nodo. Come se le nebbie si diradassero. Ho visto il laccio alla caviglia. Ce l'ho ancora. E quando ho visto è stato nel mio stomaco, nella mia gola che un nodo si è sciolto. Mi scivolò una lacrima. Perchè quello era l'unico brandello di realtà, un segno vecchio chissà quanto, di un momento in cui sono stata felice. Quando per gioco o per imbroglio, sicuramente per imbonirci ci hanno "sposati". Adesso chissà che fine ha fatto tutto quello, perchè io non riesco a ricordare da quanto, ma so che sono passati anni luce. Quello che eravamo ora è come puliscolo disperso nel cosmo. E io, sono sola, qui, rifugiata e imprigionata per chissà quale evento o quali paure, in questo mondo di spiriti. Tutto è lontano, tutto è inesistente. Io lo so, ma loro sono reali, se gli altri non li vedono, se dicono che sono mie fantasie, miei deliri... Non è così.
Ho paura di non viaggiare mai più, di non riuscire mai a vedere tutti i posti del mondo che ho sempre desiderato. Ho paura di non essere all'altezza delle aspettative. Tutti si fanno delle aspettative. Ma io non voglio prendere impegni, nemmeno verbali. Perchè non posso garantire per me stessa. Io mi conosco. All'improvviso sai che mi capita? Come se mi spegnessi! Coperta da una coltre di piombo. E non c'è voce o persona o motivazione che riesce a tirarmi più fuori da lì.
"Di tanta forza che il cavaliere cacciò, solo polvere nel campo rimase. Adesso il cavaliere non è più. Al suo posto uno straccione vedi mendicare..."
Ma tu, mi credi???
October 30 IsolamentoNon ho voglia di uscire, non ho voglia di parlare, non ho voglia di persone. Mi sto chiudendo in me stessa senza sapermi spiegare bene il o i motivi... October 11 Uova di matrigna - Storie di cavoli amari e uova strapazzate"Questo libro è dedicato alle matrigne. A tutte le donne, insomma, che vivono con mariti o compagni usati, di seconda mano, ma con prole fresca di giornata. Matrigne che hanno la foto della moglie precedente sul comò, come una civetta, anzi tre. Che devono confrontarsi con Ambarabà, Ciccì e Coccò, i figli nati dai matrimoni precedenti. Che, per spiegare chi sono, devono scalare un albero genealogico alto come un baobab. Matrigne che, la mela avvelenata, alla fine se la mangiano loro. Eppure, ce la si può fare. Parola di matrigna. - Autore Orsella Nehman"
... Ce la si può fare?!... Stamattina mi sono svegliata con un odio profondo verso tutte le Cenerentole, le Biancaneve e i brutti anatroccoli.. Causa, un sognazzo malefico, in cui si riproponeva una scena tipica (e topica) della "fiabesca" convivenza con la piccola strega. Eh! Le mie amiche mi dicono "piccole streghe crescono" facendomi l'occhiolino... Ma nel frattempo chi salva Grimilde dall'abisso della follia?!
October 04 "L'irreale"Stavo aspettando. Solo il momento adatto. Chi può dire il tempo cos'è, se una mia attesa secolare, se è stato semplicemente l'intervallo di un secondo tra una PAROLA e L'ALTRA...
Come quando chiudo gli occhi. Il confine tra sogno e realtà è così labile e impreciso, non è facile distinguerli.
Il peccato è il ricordo che si fa subito così sfumato... Il ricordo di una questione che mi rodeva, qualcosa in sospeso... per cui sono tornata sui miei passi, da quello squarcio di città, nota e mai esistita, entrata in una stanza, in quella stanza. Dove tutti riuniti.. chi erano?! Medium o spiriti? Io credo entrambe le cose. Io stessa, sarò stata io, un'altra, o solo uno spirito inquieto, e per un momento consistente?!
Negli angoli bui sentivo le loro voci, vedevo le loro forme, i loro volti. Parlavano, discorsi arcani e terreni, di cui afferravo il senso. Ma poi la "caduta", quando mi sono sentita così profondamente sola, (e sei subentrato tu) che anche lo stringerti i polsi a testa bassa, l'essere stretta tra le tue braccia, non mi alleviavano il cuore.
Teste di capelli ricci, la donna dietro la porta, appena indicata, perchè non entra... l'uomo che richiude l'uscio... E tu che mi dicevi "Credi davvero che ci sia qualcosa di reale?"
Rendermi conto, come aprire gli occhi... che effettivamente non era tanto verosimile la ragazza bionda sotto il letto, l'uomo nella nicchia... ma per me sì, il reale l'irreale si offrono ai sensi, a qualche senso.. e acquistano un'unica sembianza.
Vorrei dire tante cose, perchè ho un vortice che mi aleggia tra i labirinti del cervello. Gira, ritorna... Rompe la barriera del tempo e mi ributta in un passato per me quasi medioevale...
Anche quando i pensieri non parlano, gli elementi fanno eco di queste frasi senza corpo.
Butti sassi nello stagno della mia anima. E l'acqua si smuove, si scuote, si rianima.
Sono sempre stata il ricettacolo dell'"anormale". Diventando come acciaio fuso tra le mani di un fabbro, per prendere una forma in perenne/temporaneo movimento.
Sì certe cose mi sono sempre risultate difficili da spiegare, forse perchè le vivo senza capirle. Eppure a volte mi chiedo se anche io ho esercitato lo stesso effetto che subisco... October 03 Nominations!Vediamo un pò... Cielo mi ha nominata per un premio blog. innanzitutto le parole che usa per descrivermi toccano sempre le corde giuste. E anche per me è vero che senza lui e Ummina (che non nomino solo perchè già premiata da Cielo) qui ci sarebbe una certa desolazione.
L'accettazione del premio prevede di:
Ben vengano però le "nuove regole" introdotte dal nostro Cielo, ossia la possibilità semplicemente di accettare il premio senza dover far nulla in cambio, o inventandosi nuove forme di interazione. Benissimo, perchè intendo sì nominare dei blog, ma non arrivano a 7, perchè "premio" quelli che sia come blogger che come persone riescono a trasmettermi delle sensazioni, mi fanno riflettere e apprezzo soprattutto per i contenuti che propongono.
September 27 Con un rumore...Sono caduta in un sonno profondo. A volte il tuo incubo mi tormentava. L’incubo di quando sono stata avvinta alla tua croce. Il delirio in cui mi immergevo febbricitante. Morto. È tutto morto. Apro gli occhi. Le palpebre consumate da una pioggia di fuoco caduta dal cielo. Cos’è rimasto. Polvere grigia che intasa il respiro. Sangue rappreso che si è fuso al terreno. Sognavo. E vedevo un prato verde. Vedevo la pace, e i clangori delle armi non erano lontani. Erano muti. Ero spinta dal rogo che mi bruciava in un fuoco nero. Spinta come la cenere che si alza nelle fiamme. Crepitante, folle, insensata. Ora metto i piedi giù da quella croce e cammino tra le ossa dei vivi. Uno s’immagina che dopo tanto siano bianche e lucenti. Invece qui, in questo campo, non c’è sole splendente, solo la luce fredda di un’infinita notte polare. E i resti sono coperti di fango, corrosi dai venti, dal tempo, dai vermi. Io stessa… mi giro verso la croce, un palo arso e bruciato, con uno scheletro sventrato, mani e piedi ancora inchiodati, e ossa che spezzandosi cadono su un letto di sassi con un rumore. Secco. September 09 Desideri...Così, ho ripreso da dove avevo lasciato... Da quel mio ultimo viaggio a Korcula, da quel desiderio irrealizzato di andare a Dubrovnik...
I desideri.. si... qualche giorno fa mi sono ricordata della notte di S.Lorenzo... Chi c'ha pensato quest'anno, totalmente assente dai miei pensieri di quei giorni...
L'anno scorso invece, quante stelle e quanti desideri... Sì, si sono realizzati tutti. Ma una stella cadente l'ho vista, quando domenica sono andata a Recco per la festa dei fuochi. Una, una sola, inaspettata... Ho espresso in fretta un desiderio, il primo che mi è venuto in mente. Poi ci ho pensato, avrei voluto formularlo più generico, che includesse uno spettro più ampio di situazioni... Chissà...
I fuochi sono stati bellissimi, anche se l'anno scorso ci sono piaciuti di più, più coreografici, specie quelli del fuochista palermitano... Vabbè... Bisogna vedere tutto, anche per imparare a conoscere e poter scegliere, tornare, decidere... Il senno di poi, i desideri insoddisfatti, possono sempre essere la leva per il prossimo viaggio...
E domani, appunto, mi aspetta un altro viaggio, di nuovo lunghe ore interminabili in quel treno che mi porta in giù... Sì, la bimba di Goretta, gli amici, le mie cose... Eppure l'idea non se ne scende... Non so neanche io come mi sento... ma quello che provo in questi giorni non è decisamente piacevole, specie al risveglio... e ho paura che quando a Napoli mi risveglierò totalmente sola, in un letto che mi sta sempre più stretto, la piega delle labbra sarà ancor più verso terra...
P.S.: Quando sarò a Napoli non credo di poter essere presente, mi si è rotto il portatile e dovrò mandarlo in assistenza.
Buon nuovo inizio a tutti August 31 Rientro.. ancora fuori dai ranghiEccomi qui di nuovo! Sono da poco tornata dalla Croazia, dove avevo lasciato il cervello a galleggiare sulle onde verso la deriva e i pensieri a disperdersi tra la sabbia... Un relax totale.
E' stato bello vedere tutti i posti delle foto materializzarsi e diventare realtà sotto i nostri occhi.. e adesso sembra già di nuovo un sogno visto attreverso le immagini sfocate del ritorno. Cmq, a proposito di foto, nei musei si è fatta una vitazza, sempre con i custodi alle calcagna: "NO PHOTO!- NO PICTURES!" ... Ihhhh e che sarà mai! Sta cosa delle foto che non si potrebbero più fare nei musei ancora non l'ho capita... Se uno non usa il flash dov'è il problema...
In ogni caso sono stata davvero felice di poter finalmente vedere Dubrovnik, e soprattutto di aver ricominciato a viaggiare!
Boh! E che devo dire... Il ritorno è sempre un pò uggioso, non dico che siamo ridotti come la pubblicità delle crociere... ma quasi :p
Vabbè rimando ad un ritorno (pieno) di ispirazione per altri pensieri più coerenti ;)
July 18 'o paese da munnezzaGeneralmente sono (almeno in web) esente da critiche varie al "Sistema" - pur essendo sociologa - ma qualche parola inevitabilmente, scappa anche a me. Perchè qui siamo esacerbati. Hai voglia a dire "'a mmunnezza", "Napoli è la pattumiera d'Italia "e baggianate simili. Ai leghisti che si sbattono tanto che la nostra "munnezza non se la prendono nè mò e nè mai", vorrei tanto che gli venisse fatto di ricordare che tutti i rifiuti tossici delle loro floride aziende venete, bresciane e quant'altro, a prezzi praticamente irrisori per il tramite di "inciuci" vari, siamo stati noi, con la nostra camorra e il beneplacido dei loro impianti di compostaggio, dei chimici di tutt'Italia disposti a manomettere le categorie sul grado di tossicità, a prenderceli sotto la terra, mischiati nel cemento dei palazzi, a riempire i buchi delle cave di montagna, e Dio solo sa dove altro.
Ma c'è un altro fatto. Una sera, parlando con un signore, lì a Genova, questi accennò al fatto che lui, la frutta se la va a prendere dal suo contadino di fiducia, ché mica si arrischiava a trovarsi la diossina in qualche mela importata clandestinamente dalla Campania. Ora quel signore dovrebbe sapere che gli stessi rifiuti tossici di cui sopra, scarti di concerie ad alta percentuale di cromo, manto stradale sbriciolato con elevatissime quantità di catrame, ecc., vengono mischiate alla terra, ai concimi, utilizzati in Umbria, in Veneto, in Toscana e sicuramente ovunque ci sia terra. Qualcosa per puro caso viene scoperto prima di arrivare in tavola... Ma quante altre derrate invece salgono direttamente dalla "munnezza" alle tavole anche estere?! Hai voglia a fidarti del contadino... Ché non deve usarlo anche lui il concime?
Qua la verità è una sola: a tutt'Italia gl'abbiamo sempre fatto comodo, per risparmiare, per guadagnare, o anche solo come capri espiatori... Ma guardatevi la trave nel'occhio!
E basta con questi atteggiamenti che vanno dall'appestaggio all'ironia... Qua c'abbiamo le anime che ci ribollono nei corpi e la colpa non è solo nostra, ma di tutti quelli che hanno sempre saputo e se ne sono sempre sbattuti, di tutti quelli che hanno sempre avuto il loro (altissimo) tornaconto.
Perchè c'è una cosa che dico: se non c'è mercato non s'installano e non prosperano le attività. Di qualunque genere esse siano. July 10 Je ne veux pas travaillerNella testa mi si mettono a suonare canzoni come "Fammi andar via", "Senza fine", "Je ne veux pas travailler"... Se mi ci metto un attimo a riflettere sulle parole, non è difficile capire. Il Juke Box nel mio cervello non si è messo a "sparare" a casaccio, anzi! Mi comunica perfettamente quello che non ho troppo il coraggio di ammettere: Nun c' a facc' cchiùùùù!!!!! Il 7 mi è "ufficialmente" terminato il tirocinio, ma in un certo senso io mi trovo sempre impantanata in un punto di partenza. Questo "magnifico" uomo del direttore (sempre più simile al personaggio del Dr Jekill e Mr Hide) deve proprio essersi messo in testa di non mollarmi più! Per due volte gli ho portato delle stesure e per due volte già m'ha mandato indietro con la coda tra le gambe. Dico io, benedetto uomo! Chiarisciti con te stesso cosa cerchi da me e comunicamelo! Invece no, per l'amico è semplicissimo: "scriva un'introduzione, il corpo centrale e l'appendice"... A QUESTO C'ARRIVO DA SOLA, MICA HO BISOGNO DI ASPETTARE TRE SETTIMANE CHE TU TORNI DA CHISSA' DOVE PER DIRMELO!!! Così niente, alla prima è troppo, alla seconda non va bene.. e la terza non c'ho più voglia! In più, come se non stessi già in gramaglie, si fa venire in mente tutte le cose che potrei aggiungerci in appendice :(
Lui, bellino, ieri se n'è partito per le ferie, dopo avermi fatto uscire per gli occhi quattro firme sui registri di presenza ("Lo dica a quelli dell'università, che non mi mandino più nessuno a rompermi i cog.....ni con tutte queste carte!"). E io che dovrei dire che sono stata tutto il giorno di domenica a riempirle e ho dovuto riempire pure la parte sua? Intanto sette mesi di lavoro gratuito te li sei presi. E ancora a dovergli fare la faccia buona e mandar giù il limone...Bah!
La verità dei fatti è che mentalmente sarei già in vacanza, che non so più da che parte iniziare e che non c'ho nessunissima voglia. Invece devo aspettare lui che torna fino alla fine del mese e nel frattempo m'ha lasciato questa bella eredità che quando c'ho da scrivere a me stessa non ci penso più per nulla... altro che pacchi e pacchetti per il trasferimento. Se sono fortunata riuscirò si e no a mettere insieme due stracci giusto per l'estate. Spero che Dio mi manda l'illuminazione, l'ispirazione e la voglia di fare.. perchè mi mancano tutte.
Per certi versi vorrei essere come tanti ragazzi, che fatti i fatti propri spariscono e se ne sbattono, o come altre persone che dicono tutto quello che c'hanno da dire senza farsi i miei tremila scrupoli... Lo dico sempre, troppo senso del dovere c'ho!
Per il resto, quando la stagnazione dei pensieri mi si dirada un pò, penso ai miei amici... mi piacerebbe poter fare qualcosa di bello per salutarli, vorrei lasciare ad ognuno di loro qualcosa di speciale... Anche per questo servirebbe un'illuminazione, ché ora come ora.... Qualcosa sarà...
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